Giuseppe Fedeli

Non solo diritto


CIAO, BABBO

 

Ricordo che ero felice

quando mi portavi le figurine

o, sorridente,

mi facevi una carezza.

Le bambole di pezza, i trenini

e le biciclette,

riposti in un angolo

ormai non servono più….

Ricordo le attese, e tu

che ritornavi

portando neve e vento

sul tuo cappotto nero

quando l’inverno ululava

e io imploravo i tuoi occhi,

i baci,

le sorprese che gettavi sul tavolo.

…le domande,

lo sguardo mesto di chi ti aspettava,

sguardo non più complice

nei giorni a venire…

…e l’inverno rigido

che non se ne voleva andare…

…ricordo la casa, la grande casa

e tutti insieme

a costruire sogni,

a vagheggiare mete lontane….

Ritrovarti ora

splendido porto deserto.

Per mille e mille secoli

conservare la memoria

di quelle mani

avvinghiate l’una all’altra…

La giostra sopra casa

sul campo di ginestre.

Echeggia ancora

il vecchio ritornello:

“Qui ritornerai…”…

Non me la sono mai scordata