Giuseppe Fedeli

Opere letterarie


Ciao, Fabrizio

“la sua cifra è stata la generosità, è stato capace di donarsi e ora raccoglie ciò che ha seminato”La morte fa spettacolo. Sempre. Non c’è il minimo pudore nemmeno di fronte all’evento estremo, che richiederebbe solo silenzio, condivisione, commiserazione. Sguardi pudichi, velati. Ingredienti, gli uni e gli altri, di cui, Fabrizio, non si è, benvero, lesinata misura. Da un lato, “sei” stato alluvionato di lacrime riconoscimenti condoglianze che non troveranno mai, se non un lenimento, una “ragione”. Di facciata? Questo no, non voglio pensarlo. Amico “della porta accanto”, non bucavi lo schermo, così garbato e gentile come eri: un uomo vero, nel senso di autentico, umanamente parlando. L’ho scoperto tardi, ragionavo talora di te -pur nella consapevolezza del tuo essere “diverso” dagli altri- quasi fossi un po’ clown, eccessivamente istrionico. In realtà tu eri proprio così, un uomo semplice che credeva in certi valori e li diffondeva attraverso lo strumento mediatico. Un uomo vero, che parola grossa!… specie oggi che la falsità imperversa e l’ipocrisia ha sempre modo di fare capolino, travestita -com’è da par suo- da pietismo…La ferale notizia, raggelante,il tam tam mediatico. Lo sgomento, l’incredulità, specie al sapere che tu sapevi di combattere una battaglia persa in partenza. Col sorriso che sempre ti accompagnava, fino alla fine. Si sono celebrate le esequie, dopo lo straziante addio nella camera ardente, gremita di presenze. Il volto distrutto, hanno sfilato davanti alla tua bara persone dello spettacolo vip gente comune: che non si arrendevano, non volevano credere alla tua dipartita, così prematura. Ma un altro Fabrizio non c’è, come non esiste chi possa essere uguale a un altro essere umano. Pure (l’altra faccia della medaglia), tutto fa spettacolo, e la cosa raccapricciante è che, dopo il Commiato, hanno preso corpo -sempre attraverso il tritacarne mediatico, web in testa- parole considerazioni retroscena cartellini rossi, da far tremare le vene ai polsi. Meglio(peggio), da vergogna. Non tanto per la  stolida crudezza, ma perché il pie’ di pagina, oltre ad essere inopportuno, non c’entrava proprio nulla; “orchestrato” per far parlare non tanto di te, ma di (del) sé. Ecco quindi la piangente prima moglie perdonargli in differita “la” scappatella, ma che lo ama e continuerà ad amarlo da morire… che la tremenda verità era stata confidata a chi… che taluno non è stato ben visto, al punto da essere allontanato dal corteo…Chiediamoci allora, affondando il coltello nella piaga: qual è  il motivo che ha spinto i notabili della RAI -che -mi risulta- non è stata mai  tanto benevola con te- a spargere lacrime?… magari lacrime vere, per carità, sarebbe un giudicare fuori luogo e supponente… Ma chi non conosce il mondo della “fiction”?… forse che nutrire qualche dubbio è peccato?… Insomma, una morte troppo rumorosa: perché il saluto doveva  essere accordato alla persona semplice umile genuina che eri, e resterai per sempre nel cuore di chi ha apprezzato in te le doti di umanità, altruismo e professionalità; in sintonia col tuo essere vero come pochi, saggio da non prendersi mai troppo sul serio. Ma purtroppo, quando si tratta di tubi catodici e diavolerie del genere il tamtam non risparmia nessuno, fake news comprese. Che speriamo  non tracimino al punto da far passare in secondo piano che non ci sei più, ma, soprattutto, il gentiluomo che eri.