Giuseppe Fedeli

Non solo diritto


E’ compatibile la riduzione del prezzo per la cosa venduta, richiesta ex art. 1492 c.c., con il riconoscimento del danno conseguente all’inidoneità all’uso della medesima res ex art. 1494 c.c. , costituendo la parte residua del prezzo da corrispondere il valore materiale dei beni consegnati, eventualmente oggetto di riutilizzo, nello specifico caso del riconoscimento del concorso colposo della persona danneggiata, rilevante ex art. 1227 c.c. ai fini della diminuzione del quantum risarcibile

                           UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI FERMO

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il GdP di Fermo, Avv. Giuseppe Fedeli ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile in opposizione a d.i. di pagamento iscritta al n. ………….. R.G. promossa con atto di citazione ritualmente notificato

DA

Sig.,ra…………. CF………………….. , rappresentata e difesa dall’avv.                                                      ATTRICE OPPONENTE

Contro:

  • …srl, in persona del legale rapp.te p.t.

CONVENUTA OPPOSTA

OBIETTO: OPPOSIZIONE A D.I. n. 279/2017

CONCLUSIONI: ex actis

Con opposizione al decreto ingiuntivo n. 279 del 2017 ottenuto dalla …. s.r.l. – avente ad oggetto insoluti per consegna di materiale di piccola edilizia domestica di cui alle fatture n. 576 e 1115/2014 – la sig. ne chiedeva l’annullamento ed in via riconvenzionale il risarcimento danni per la vendita di materiale non confacente all’uso, chiesta la riduzione del prezzo ai sensi dell’art. 1492 c.c. A rigetto delle eccezioni avanzate dalla opposta, agli atti risulta peraltro la contestualità della procura licenziata in data 15.5.2017 all’atto di opposizione – lungi dal determinarne l’inammissibilità – e la tempestività della rilevazione del vizio ai sensi dell’art. 1495 c.c., appuratone il riconoscimento del vizio dalla …. s.r.l. al momento di licenziare la vendita del materiale – ad oggetto il medesimo box doccia di cui al primo intervento – di cui alle fatturazioni portate in decreto ingiuntivo. Né vi sono elementi ostativi alla rilevazione del vizio da parte dell’opponente pur decorso il termine di prescrizione annuale, per il principio quae temporalia ad agendum, perpetua ad excipiendum (Cass., II, n. 5226/1998).

Dall’istruzione espletata risulta che la opposta abbia venduto il materiale in oggetto, in concordia o per suggerimento al tecnico nominato da parte opponente sig. (come confermato dal medesimo, il quale dichiara di essere stato contattato dalla …. s.r.l. al fine della risoluzione della problematica sorta dalla vendita del materiale di cui alla fattura n. 10/2014), ritenuto idoneo alla risoluzione della specifica problematica avanzata dalla opponente, che lamentava come la posa del box doccia, nelle modalità originariamente ipotizzate – di cui è stata fatturazione n. 10/2014 -, avrebbe determinato rilevanti inconvenienti idraulici. Ammessa la conoscenza della …. s.r.l. della problematica già in essere, la opposta, per tramite del suo dipendente/ausiliario di cui la ditta è responsabile ai sensi dell’art. 1228 c.c., ha dunque consegnato materiale venduto purché confacente all’uso – in via consapevole e non distratta, stante l’elaborazione anche di uno schema di montaggio a supporto, come confermato in sede di interrogatorio del sig…. all’udienza del 27.9.2017 e dal dipendente della ditta opposta illo tempore sig. ……, alla medesima udienza -, come imposto dall’art. 1497 c.c.: incombenti rivelatosi in realtà poi funzionalmente inidoneo, non premunendosi peraltro la…srl di nessuna liberatoria da parte della cliente.

Sussistono dunque ragioni per ritenere congrua una riduzione del prezzo nella misura della metà dell’importo portato in decreto ingiuntivo mentre va solo parzialmente accolta la richiesta di risarcimento danni per quelli cagionati dall’inidoneità all’uso. Di fatto, a fronte delle plurime ipotesi di risoluzione del problema avanzate dalla …. s.r.l. alla sig. ra ……, la opponente – comportamento concausale colposo ai sensi dell’art. 1227 c.c. (istituto che non soffre limitazione di sorta anche nella vendita, Cassazione n. 470/2014) – non ha acconsentito pienamente a soluzioni alternative idonee ad evitare le problematiche poi seguenti all’installazione del box doccia, come confermato dal teste…. – tecnico specializzato incaricato dalla sig. ra …………… -, il quale alla detta udienza dichiarava di aver posto alla attrice processuale alcune problematiche – l’assenza di un bordino doccia che avrebbe potuto contenere la fuoriuscita d’acqua o la preferibilità dello spostamento del box doccia – che sarebbero occorse adottando la soluzione voluta dalla convenuta/opposta. V’ha ragione di ritenere di accogliere la richiesta di risarcimento del danno (di cui vi è stata prova generica per dichiarazione del sig. ………………, figlio dell’opponente ed indifferente per l’assenza di elementi atti ad inficiarne la credibilità, Cass. n. 25358/2015, all’udienza del 14.2.2018) nella misura di un terzo del richiesto, pari ad euro 1.200,00. Spese compensate, anche in relazione alla procedura monitoria.

omissis