Giuseppe Fedeli

Opere letterarie


Fiore reciso

Alessandro Battaglia e don Mauro(omettiamo pietosamente di rivelarne il cognome, peraltro di pubblico dominio). Da una parte, un ragazzo la cui carne è stata profanata all’età di 15 anni: insozzata da un lurido omuncolo,  vestito di pianeta e di altri ammennicoli, all’anagrafe don Mauro, che non ha esitato a cibarsi di tanta grazia. Come la lupa famelica di Dante o forse anche peggio, vestendo l’abito di Cristo, e cosi  appestandolo. Sputando in faccia all’Onnipotente. Un essere così  immondo,  che la Geenna lo vomiterebbe dalle sue fiamme. Dell’altro emisfero -quello buono- un ragazzo, un fiore in boccio strappato alla sua innocenza e al suo sorriso, che si porterà per sempre dietro il fardello degli innominabili soprusi consumati ai suoi danni; e che, per giunta, è chiamato a espiare il fio di una colpa non commessa: una colpa ascrivibile a un pezzente esecrabile prelato, la cui  cupidigia non si è  fermata nemmeno davanti a due occhi che gli imploravano pietà. Un abietto che definire maiale significherebbe offendere i suini. Ma la chiesa dove era? …la chiesa dov’è?…Perché il Papa, che si mostra così proclive verso gli ultimi, i deboli, gli svantaggiati, non si decide a vuotare il sacco?… perché, incalzato dopo la messa a nudo di questa piaga purulenta, ha taciuto la verità per così tanto tempo -e “forse” questa è la causa della clamorosa defezione dal trono petrino di papa Ratzinger…-? “Misteri” che la chiesa tiene ben serbati nelle “segrete” del Vaticano. Ma questi immondi aguzzini sappiano – se già non lo sapessero…- che c’è Chi vede e sa tutto: questa ecclesia non si deve svecchiare: deve essere buttata a mare, l’Alito dello Spirito, forse, si è stancato- Lui medesimo!…-di soffiare su questo immondezzaio. Il Pontefice parli subito, e, soprattutto, si accordi un decoroso risarcimento -In termini di pretium doloris: perché diversamente non è dato…- a queste  candide, innocenti vittime.
E il Francesco tutto Twitter, sorrisi e buongiorno, abbia il coraggio di guardare in faccia e di cantare la verità a questi poveri ragazzi, la cui unica “taccia” è quella di essere stati coltivati in vivai marcescenti, nei ricreatori, negli oratori, tra gli scout capitanati da individui che hanno scelto di votarsi a  Cristo: quel Cristo , che di fatto  rappresentano in terra. E non mi si venga a opinare che la carne è debole e tutti possono cascare in questo tranello: perché qui si tratta di una scelta libera e consapevole, la scelta di votarsi a Dio e di condurre il gregge alla Gerusalemme Celeste. Anathema sit!…, ché  non esiste perdono. No, non può esistere perdono per chi, forte della supremazia sia fisica, sia psicologica, abusa di un adolescente. Si: anche se a Dio non dovesse piacere. Perché se Dio perdona, è anche vero che l’Altissimo ha in abominio questi sfregi all’anima.
Jeff Qohelet