Giuseppe Fedeli

Opere letterarie


Il fenomeno/sovrastruttura Diego Fusaro

A margine delle dichiarazioni, a sicuro effetto mediatico, della promessa sposa (sesso virtuale) del sedicente filosofo Diego Fusaro sulle abitudini sessuali dell’inclito stasi-patetico , si infiamma la polemica tra le maglie slabbrate del web.

Ne è spia l’ultima fatica letteraria dell’«allievo indipendente di Hegel e di Marx»- così si definisce Il belloccio imbalsamato sul suo profilo Twitter (peraltro, una megamultinazionale al servizio del lurido capitale yankee, ma soprassediamo…),edito da Rizzoli, che si intitola “Il nuovo ordine erotico”. Più di quattrocento pagine ( della serie:quod abundat non vitiat) per dire con la consueta fissità ieratica che il “turbocapitalismo” ipertecnologico ha generato una visione distorta e patologica della sessualità, all’origine del deflagrare del «sesso virtualizzato»( da che pulpito…).

Biografia semiseria di Fusaro: brillante filosofo di belle speranze della sua generazione, autore di libri seri e ideatore di interessanti attività culturali, a un certo punto, consapevole che “carmina non dant panem”( ovvero dell’aureo motto “primum vivere, deinde philosophari”) , per arrivare ad avere un ruolo pubblico ha inventato  il suo personaggio: gettata alle ortiche la  ambizione di una fiammante carriera accademica scevra di favoritismi e raccomandazioni,  per (parallela) ambizione e voglia di far parlare di sé, in bene o in male non importa( slogan del mondo dello spettacolo), decide (facciamoglielo credere) un bel giorno di far saltare le connessioni telematiche della Silicon Valley.

Copia e incolla: Fusaro è pronto a pompare le proprie idee, a contrabbandarle per l’appunto sotto forma di slogan (meglio se incomprensibili ai più, o senza significato: fanno più effetto, si capisce). Volpino, però: per riempire lo schermo (o il vuoto pneumatico della rete), il filosofo in erba si è trasformato in “animale mediatico”, showman alla Berlusconi prima maniera (mutatis mutandis, ma fino a un certo punto), pronto all'(ab)uso per un giornalismo d’accatto e per i talk show televisivi: sì che non è improbabile che di qui a non molto lo vedremo sciaguattare in una Isola dei Famosi edizione 10 a braccetto con la Milo che grida indefessa “Cirio, Cirio!”.

Ciliegina sulla torta:  allievo di Costanzo Preve, il nostro ha una formazione marxista: a tal proposito è stato perspicuamente osservato “che il pubblico medio dei talk show ha una cultura d’accatto, che si rifà ai canoni marxisteggianti tardo-sessantottini della lotta alle ingiustizie, al Capitale, al “sistema”. E queste persone, pur essendo perlopiù di estrazione piccolo o medio borghese, amano essere continuamente rassicurati e compiaciuti del fatto di essere dalla “parte giusta” (forse in ricordo di tratti esistenziali legati alla loro giovinezza, per necessità accantonati)”.

Tutto fumo niente arrosto

Fusaro è molto abile nel rispondere a queste esigenze, imputando ogni male al trionfante “liberismo turbo-capitalista” (che è uno di quei concetti astratti o generali, di cui parlava l’economista e sociologo Friedrich von Hayek, sciorinati “pour épater les bourgeois”).

Libera nos a malo, telecomando: buttata la maschera di un’elitista (quanto capziosa) operazione di smascheramento , è facile leggere in questo atteggiamento di falsa condiscendenza al sentimento nazionalpopolare un consapevole opportunismo per “casalinghe”( senza offendere colf e mamme dedite al governo del nido), di cui la comunicazione spettacolarizzata si nutre, “e dopo il pasto ha più fame che pria”.

Jeff Staying Alive