Giuseppe Fedeli

Non solo diritto


LA BICICLETTA

La bicicletta…Alessio?… ricordo, padre, una delle tue ultime frasi, steso sul tuo letto di dolore… quanti ricordi si dipanano raggomitolandosi, le salite le discese le acrobazie  per restare in equilibrio sul velocipede “graziella”!…tutto grazie a te, alla tua infinita pazienza infarcita di “benevole” imprecazioni, perché non ti volevi arrendere al fatto che io non sapessi andare in bicicletta… io così diverso, complicato, sempre con una marcia in più e una in meno… domanda, la tua, apparentemente di disimpegno. Ma che contiene, strappandole all’oblio, verità eterne. Come il riassunto di una vita: perché la conquista della bicicletta è come la conquista di un trofeo, è  autostima libertà vittoria. Un primo passo per affacciarsi pienamente alle incognite e alla vastità della vita, asfaltare le proprie  paure, gettarsi a capofitto nella mischia…no, babbo, non ci ho mai provato… anche se dentro provo un rammarico… Dentro. Sai – rientro nella realtà-, lui, quando non sente il terreno sotto  i piedi… ricordi come ero io?…l’asse d’equilibrio, quell’equilibrio che stentavo a padroneggiare, perso nelle astrazioni divoranti della mia mente…ricordi che ti struggono, riportandoti indietro nel tempo, e ti fanno capire quanto sia veloce lo scorrere delle lancette, e come la vita sia racchiusa in un palpito…che bisogna afferrare al volo, altrimenti se ne fugge via lontano, desolatamente solo… Adesso che sei salpato per altri Lidi, il dialogo continua, perché so che mi sei vicino, pappo di pioppo…Alessio, volerai mai in sella alla “tua” bicicletta?… non so. Ma so che come Irish (ricordate la struggente canzone dei New Trolls?…). Quando sarà Tempo verrò da te, in bicicletta.