Giuseppe Fedeli

Non solo diritto


“Non” sarà una chimera…

Per la prima volta è stato creato in laboratorio un embrione ibrido uomo-pecora, in cui una cellula su 10.000 è umana. Un anno fa circa era stato realizzato un embrione di uomo e maiale dallo stesso gruppo di ricerca, dove le cellule umane erano una su 100.000. L’annuncio arriva dagli scienziati dell’università della California Davis al meeting della American Association for the Advancement of Science di Austin, in Texas. L’ibrido, spiegano i ricercatori, è un passo verso la possibilità di far crescere organi umani negli animali, grazie alla tecnica Crispr di “copia e incolla” del Dna, un passo ulteriore per far “ospitare” agli animali gli organi umani, così  da soddisfare la domanda, trapiantando ad esempio un pancreas ibridizzato in un paziente.

Sinistre procellarie si addensano in un cielo di pietra. Le chimere – termine mutuato dalla mitologia greca- si sono reincarnate sulla terra.
Ma mentre la mitologia è il luogo eletto per la descrizione del Mythos, quello che sta accadendo oggi è un abominio. Alludo non tanto al “giudizio universale” che -come diceva Camus- si avvera ogni giorno, ma all’etica (bioetica)nei termini più elementari. Restiamo in campo laico, non c’è bisogno di “scomodare” il Padre Eterno. Anche se, oltre la Costituzione che predica a chiare lettere che l’uomo è sempre un fine e mai un mezzo, la creatura prediletta da Dio è Fine a sé, dal punto di vista ontologico, antropologico, sociologico. Escatologico. E invece, anche se “contrabbandati” a fini di bene, si vogliono creare degli ibridi, “centauri”, per l’ appunto chimere, perché un giorno gli organi che verranno a svilupparsi potranno – forse- servire per trapianti, quindi per migliorare la vita dei “pazienti”. Ma Benedetto Iddio, “quello che è” di un essere umano in un animale, frutto  della fusione (mitosi?…)delle cellule dei due “anima-lia” (anche se quella dell’uomo è in percentuale minimale rispetto a quella dell’ospitante) a quale grammatica di vita potranno “aggrapparsi”, quali saranno le sue sensazioni?…”come” si troverà da inquilino?… il suo cervello, la sua anima- oso dire- quali “fattezze” potranno avere? E quale sarà il suo “referente”? Il linguaggio convenzionale abdica, impotente a dire. Impossibile non prendere atto delle implicazioni di questa “geniale” idea: ché se lo scopo è (in astratto) commendevole, il mezzo è esecrabile, scambiandosi il fine con il mezzo. Una aberrazione, in barba a tutte  proclamazioni le Costituzioni le Magne carte. La verità è che l’essere uomo, globalmente inteso, viene sfruttato e quindi diviene negoziabile, laddove la sua unicità ontologico/ spirituale è inscindibile. Di là da ogni “tabù” o sofisma politically correct. Ma ripeto: ci siamo chiesti quali saranno le derive  di questa folle corsa alla  ricerca spasmodica -di “prometeica” memoria?. Non so né sarà mai dato sapere se Dio se ne stia lì buono, impassibile, Motore Immobile:ma ne temo l’ira. Penso che i tempi siano maturi. Toccate pure ferro: la misura è colma, l’argine superato: Dio è  Dio, l’uomo è  l’uomo. Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Cristo quel che è di Cristo. La tenebra sta premendo col suo  tocco raggelante, uccidendo quella libertà che essa stessa ha partorito. Tuttavia, come osserva un grande maestro dei nostri tempi, solo l’Amore crea, e alla fine dei tempi trionferà glorioso.