Giuseppe Fedeli

Opere letterarie


QUANDO SI PARLA DI MUSICA

Metti un venerdì che ti rechi sul tardi a mangiare un boccone e ti ritrovi come d’incanto catapultato in mezzo a una tavolata di adepti della dea Musikè, un magnete tanto potente da attrarre a sé tutti i sensi: addetti ai lavori dell’Arte per eccellenza che rispondono ai nomi di Daniele di Bonaventura e Alfredo Laviano, l’uno bandoneonista di fama transoceanica; l’altro batterista di vaglia:tutti de’ noantri, della marca fermana. Seduto a tavola c’è anche Massimo, produttore e organizzatore di Tam-tutta un’altra musica. La  prima impressione -che ho poi riportato sul post/ didascalia alla foto-ensemble è stata: finalmente a casa mia!, evaso dal grigiore delle aule di Giustizia (Giustizia?: Chi era costei ?…).Finalmente: ho potuto scambiare due chiacchiere con persone vere, la cui valentia professionale è pari alla loro semplicità. Non hanno paura di essere se stessi perché chi si gonfia è pieno di vuoto: il pallone prima o poi si affloscia riducendosi a un misero straccetto. È stato come se ci si conoscesse da sempre: Daniele lo conoscevo già; Alfredo invece solo virtualmente, attraverso Facebook -ma già empaticamente percepivo che l’interfaccia era congeniale al mio io e si sarebbe tradotta prima o poi in una conoscenza concreta e fruttuosa. Che cosa aggiungere a un cenacolo così variegato?: un giudice che ama la musica al punto da essere stato più volte salvato dalla Musa -eterna sua concubina; con lui, casualmente- ma nulla è mai casuale…- frequentatori di un mondo la cui idea immaginifica e coloratissima è superiore addirittura a Mnemosyne: la madre di tutte le Muse,  custode della memoria. In una manciata di minuti- tanto intensi quanto fuggevoli -abbiamo cavalcato i territori più svariati, che spaziano dal jazz alla musica classica; ma soprattutto c’è stata una consonanza di sensi e una comunione di intenti quali da tempo non “sentivo”. Beato te, ho detto a Daniele, che te ne vai in giro per il mondo divertendoti, acclamato dalle folle, ma soprattutto appagato dal tuo lavoro. Ma, chissà, forse il daimon “impone” a ciascuno di noi il ruolo che nella vita riveste. Per quanto mi riguarda, questa toga ormai consunta mi ha fatto benevolmente invidiare  un mondo che sento mio da sempre, che ha segnato le tappe più importanti della mia vita, preservandomi – in compagnia della Musa Calliope- da tentazioni insane e deliri dettati da una sorte imperscrutabile quanto aspra( bambino, i giradischi andavano puntualmente in fumo,  tanto era il tempo che passavo ad ascoltare i 45 giri  che sonnecchiano in un abbaino orfano di sguardi, preda della furia devastatrice del tempo…). Mi è stato detto da più parti che il mio stilo(e stile)  si riconosce sempre e comunque, riflette come il rollio dolce e misurato delle onde del mare le partiture le pause e i silenzi di una sinfonia:  pregna di una una musicalità  che ricorda la grande civiltà ellenica(” le tue sono sentenze poetiche”, da tempo echeggia questo adagio  nelle squallide aule  delle denegate  ragioni). Tutto sommato, un punto a mio vantaggio, da mettere in conto episodi. Grazie della vostra compagnia, amici, grazie della bellissima agape!Grazie di avermi fatto trovare finalmente a casa mia!

Con affetto e stima

Giuseppe Fedeli alias Jeff Staying Alive